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Med-News
La comunicazione in sanità
Come ci ha insegnato Paul Watzlawick, psicologo austriaco primo esponente della scuola di Palo Alto e massimo studioso della pragmatica della comunicazione umana, anche il silenzio è comunicazione. La comunicazione è un processo fondamentale alla base di tutte le relazioni umane e poiché l’ambiente influisce sul comportamento e quindi sulla comunicazione, possiamo dire che ambiente e aspetti comunicativi sono due fattori inseparabili all’interno di un sistema complesso. E’ impossibile non comunicare. Anche quando siamo soli in mezzo al nulla, comunichiamo. Perché ogni nostro comportamento è una comunicazione, un messaggio inviato. Nella comunicazione c’è un continuo interscambio tra l’individuo, il suo interlocutore e l’ambiente in un sistema circolare dove ogni parola, ogni frase, ogni comportamento comunica qualcosa di noi stessi. I messaggi inviati vengono catturati, decodificati, rielaborati in un gioco di domande e di risposte, amplificati, sviluppati, attenuati, rifiniti, talvolta neutralizzati, talvolta riproposti utilizzando codici verbali o simbolici diversi a seconda del contesto culturale e ambientale. La comunicazione in sanità rappresenta un argomento sempre di grande attualità come dimostra anche l’iniziativa informativa e formativa che si svolgerà nel nostro Ente a settembre che affronta il tema della comunicazione come processo relazionale primario. Quando ci troviamo a comunicare nell’ambiente sanitario dobbiamo considerare elementi importanti:la fragilità, l’emotività e la vulnerabilità del nostro interlocutore che è il paziente. L’invio dei messaggi non verbali, le espressioni del volto, i toni della voce, i gesti di chi si rivolge al paziente rappresentano un momento particolarmente delicato dell’azione comunicativa. In questo contesto più di ogni altro i silenzi, l’indifferenza, la passività e l’inattività, consapevoli o inconsapevoli, sono forme di comunicazione da non sottovalutare poiché portano con sé un significato e soprattutto un messaggio al quale il nostro interlocutore non può non rispondere se non con un atteggiamento difensivo. A questo riguardo ricordo che la lezione di comunicazione più efficace che ho appreso da medico è stato durante un periodo trascorso da paziente che mi ha fatto provare cosa significa trovarsi dall’altra parte. Dopo essere stata operata ho trascorso alcuni giorni in un letto d’ospedale, sperimentando in prima persona i sentimenti e le sensazioni che accompagnano un ricovero. Ho capito che ogni gesto, ogni momento della cura di un paziente ha un valore importante perchè ho acquisito la consapevolezza di una situazione che va ben al di là della conoscenza di sintomi e terapie. Ecco perché quando noi entriamo in contatto con il paziente dobbiamo mettere in campo molto di noi stessi e utilizzare una delle maggiori potenzialità della comunicazione: l’ascolto e il coinvolgimento.
Inserito il: 25/07/08 -  Autore: Dott.ssa Donatella De Amici
 


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